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Gabriele Lisca

Arti figurative
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Non ancora quattordicenne, ha praticato la pittura da autodidatta, dedicandosi alle riproduzioni di dipinti rinascimentali, ottocenteschi e moderni; molto apprezzate le sue copie dagli espressionisti tedeschi, ma è stato soprattutto l’impressionismo che ha influenzato il suo modo di intendere l’arte.
Questo periodo è valso anche come scuola per apprendere stili e tecniche per l’uso della pittura ad olio.
I “suoi” primi lavori, che vertevano prevalentemente in soggetti floreali e zoologici, risalgono alla prima metà degli anni 60.
La partecipazione a concorsi ed estemporanee lo portarono a praticare una pittura di paesaggio molto veloce e sintetica, ma è  nel 1983 che la sua pittura si modifica con l’acquisizione dei grigi e l’abbandono delle terre dalla sua tavolozza; da sempre latente prende vita “il mondo intimo del fiume” un soggetto che seppur in continua evoluzione lo accompagna tuttora.
Restando la pittura ad olio a pennello ed a spatola una costante, la sanguigna, l’acquerello e l’incisione a puntasecca, anche se praticate con minore frequenza, sono comunque un suo modo di esprimersi.
Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed esposto in molte mostre collettive ottenendo importanti riconoscimenti.
Alla sua prima mostra personale del 1993 titolata “ Un fiume – La vita “ ne sono seguite altre a cadenza annuale, tutte con ottimo successo di pubblico e critica.

 
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