Presentazione - Amici nella Cultura

Amici nella Cultura
Vai ai contenuti

Menu principale:

Presentazione

El Barbapedana
Presentazione - di Edmondo Masuzzi

COS’E’ PER VOI IL DIALETTO?

Lo so, per qualcuno il dialetto è un linguaggio rozzo, volgare, praticamente  incomprensibile, insomma, qualcosa che si liquida con un moto di fastidio.
Per altri, invece, è la lingua materna, quella che viene più spontaneo parlare con amici e parenti, quella in cui dare voce ai pensieri più immediati, una lingua viva, più concisa ed espressiva rispetto all’italiano, che a confronto appare come una versione pallida e annacquata.
Alcuni di noi, invece, sono… in mezzo.
Capiscono  perfettamente il dialetto, apprezzano magari la poesia o le commedie dialettali, a volte osano addirittura pronunciare qualche frase nella “antica lingua” (non dimentichiamo che i dialetti sono rami “alternativi” derivati dal latino), ma giusto per fare qualche battuta di spirito o esprimersi in modo un po’ folkloristico o pittoresco.
Nel mio caso il dialetto è una riscoperta della lingua parlata da mio padre con mia madre. Piccolo particolare: mio padre era di Pizzighettone, ma parlava milanese perché abitava a Milano dall’età di 14 anni, e mia mamma era di Pavia. In sostanza il dialetto che ascoltavo era una specie di “creolo”,  una mescolanza che però mi scoraggiavano a parlare: temevano che avessi poi problemi a scrivere in italiano.
E adesso l’ho riscoperto attraverso la poesia. Scrivere poesia dialettale oggi fa sentire un po’ pioniere e un po’ funambulo, soprattutto se non si ha la sicurezza di chi il dialetto l’ha sempre parlato.
Ho vinto un paio di concorsi di poesia dialettale, ma non sarò mai un purista, il mio milanese sarà sempre un po’ particolare, con tracce di arioso (ho abitato trent’anni a Sedriano) e di pavese.
Però non mi arrendo.
E ho qualche progetto che riguarda il dialetto.
Perché anche il dialetto è un modo di fare poesia, e per avvicinare alla poesia e al teatro anche persone che di solito ne sono lontane.
E’ più o meno quello che dico in questa poesia, anche se in modo decisamente ironico:
Ma torniamo al "Progetto Dialetto".   Obiettivo?  
Promuovere:  
1) La produzione di poesie e racconti in dialetto, organizzando corsi, concorsi ed altre iniziative con la collaborazione di Pro Loco, biblioteche, librerie, piccoli editori.
Un esempio concreto lo fornisce l'Associazione Domà Nunch (informazioni al sito www.domanunch.org, che ha curato l'edizione di "Stori de stremizi", una raccolta di racconti  horror vecchi e nuovi, e la traduzione di "Dracula", di Bram Stoker.
2) Una serie d'incontri fra gruppi,  associazioni, operatori culturali o semplici appassionati di teatro dialettale: in particolare attori e registi delle compagnie teatrali, per trovare possibili soluzioni a problemi come il reperimento di spazi e fondi, la collaborazione fra compagnie per il "prestito" di attori, lo scambio di esperienze, ecc.
3) L'allestimento di commedie dialettali e l'istituzione di appositi corsi perché ogni compagnia teatrale possa produrre  testi brevi. Il testo breve, infatti, è la forma ideale per il teatro di strada e per animare gli eventi organizzati dai comuni. A differenza dei testi lunghi,
Per un esempio di testo breve, rivolgersi alla gloriosa compagnia "La Maschera", di Abbiategrasso.
4) L'organizzazione di concerti di canzoni dialettali, dal repertorio classico ai gruppi nuovi, come i "Tantapaja" di Abbiategrasso.
5) I contatti con emigrati dei nostri comuni residenti all'estero, o loro discendenti, come i sedrianesi e gli arlunesi d'Argentina e i cuggionesi residenti negli Stati Uniti. Probabilmente
Un contatto possibile è il Museo Storico Civico di Cuggiono.
Esiste comunque anche una   "Associazione Culturale dei Lombardi -  Lussemburgo"
Ecco qua: cinque idee,  e già il fatto di riuscire a realizzarne una potrebbe dare qualche soddisfazione. Ma realizzarle tutte e cinque potrebbe mettere in moto uno splendido "circolo virtuoso".
Pensateci, pensate a quella sensazione, rasserenante ma anche emozionante, di sentirsi.

E non mi dite che il dialetto divide: da buongustaio, apprezzo tutti i dialetti, e sarei felice se questa "operazione dialetto" scatenasse lo spirito di emulazione di veneti e siciliani, piemontesi e napoletani. Ma c'è un solo dialetto che considero mio: il milanese.
Già, ma quale milanese? Cittadino o arioso? Dèm, guarda minga tuss coss!!
 
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu