Sergio Minoia - Amici nella Cultura

Amici nella Cultura
Vai ai contenuti

Menu principale:

Sergio Minoia

Alla madre

Rivedo i tuoi neri capelli
Rigati di fili d’argento
Rivedo i tuoi occhi lucenti
Velati di casto pudore

Risento il tuo riso squillante
Rispondere lieto alla vita
Risento i pacati rimbrotti
Al figlio talora impaziente

Ricordo il duro lavoro
Per crescere, sola, i tuoi figli
Ricordo … Son tanti i ricordi.
Sei sempre con me nei miei sogni.

Autunno

Tra il rosso fogliame
dell'acero annoso
saltella gioioso
il pettirosso.

Nel folto del bosco
sull'umida terra
di bacche si tinge
il muschio odoroso

Illumina il sole
tra i pampini verdi
il grappolo d'oro.
Sogno d’agosto

L’ho vista.

Distesa su morbido telo
Baciata dal sole, si giace
La Venere bianca.

Deserta è la spiaggia
Di candida rena.

Lei s’alza, scultorea, la guardo.
Mi guarda e lenta s’avvia
Nel mare d’agosto.

S’inoltra, viepiù s’allontana.
Svanisce. Era un sogno.

Dinanzi ai miei occhi rimane
Il bianco di vele lontane.
Il mio canto infinito

Quarant'anni e ancora quaranta,
ed ancora la voglia mi sento
di cantare con l'altro che canta.

Di cantare la terra e l'acqua,
la notte e il giorno e il fresco del vento
che al mattino accarezza il mio viso.
Di cantare l'azzurro del cielo,
il verde del prato e le ruvide pietre
del cammino che vado facendo.

Di urlare nella tempesta
per svelare un raggio di sole.
Di unire il mio umile canto
all'usignolo sul far della sera.
Di cantare ancora all'amore
che è stato e che sempre sarà.

Quarant'anni e ancora quaranta
e tuttora la voglia mi prende
di cantare con l'altro che canta.
 
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu